Associazione
La nostra storia
La Scuola modenese di Medicina Generale “Ghassan Daya” nasce nel dicembre 2008 dall’impegno delle realtà locali della Medicina Generale (MGform, SIMG, FIMMG e cooperative dei medici di famiglia).
Frutto di un percorso iniziato anni prima, la Scuola consolida un’esperienza che ha reso Modena tra le prime città in Italia a inserire la Medicina Generale nei corsi universitari di Medicina.
Oggi la Scuola è un punto di riferimento per medici e enti formativi, con l’obiettivo di valorizzare la disciplina e sostenere la crescita culturale e professionale della medicina di famiglia.
Mission
La scuola opera come centro di formazione, ricerca e comunicazione in ambito biomedico, con i seguenti obiettivi:
- garantire e certificare la qualità della formazione in Medicina Generale;
- ideare e realizzare progetti di formazione e ricerca;
- promuovere educazione sanitaria e corsi di educazione terapeutica;
- offrire supporto organizzativo e formativo a figure didattiche (animatori, tutor, coordinatori);
- organizzare congressi, seminari e conferenze;
- sviluppare collaborazioni con istituzioni, enti, associazioni e industrie per aggiornamento e ricerca;
- produrre e diffondere studi, ricerche e materiali scientifici attraverso pubblicazioni e supporti didattici.
E’ possibile, in questa sezione, consultare lo Statuto dell’Associazione aggiornato al 16 Settembre 2019.
Ghassan Daya
Ghassan Daya ci ha lasciato l’8 ottobre 2008, 59 anni. Nato in Siria, si è laureato in Medicina a Bologna nel 1973 e si è specializzato in Ematologia a Modena. Medico di Medicina Generale, ha dedicato la sua vita professionale alla crescita della medicina di famiglia e alla qualità dell’assistenza sul territorio.
È stato un pioniere nell’informatizzazione degli studi medici, promotore delle prime cooperative sanitarie modenesi e tra i fondatori di realtà importanti come l’Associazione Angela Serra, il Centro Oncologico Modenese e il servizio di assistenza domiciliare oncologica NODO.
Collega stimato, amico generoso e instancabile innovatore, ha lasciato un segno profondo nella comunità modenese tanto che oggi il suo nome vive non solo nel ricordo di chi lo ha conosciuto, ma anche nella nuova Casa della Comunità a lui intitolata: un segno concreto dell’eredità che ha lasciato alla comunità modenese.
