Fabbisogno formativo
L’Associazione MGform ha avviato quest’anno un ciclo di incontri divulgativi aperti alla cittadinanza, con l’obiettivo di sensibilizzare e offrire una formazione adeguata sul tema delle Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT).
L’iniziativa intende promuovere una medicina proattiva che, valorizzando il ruolo centrale del medico di Medicina Generale, favorisca un riavvicinamento alla cittadinanza e rappresenti una risposta concreta e controcorrente alla crisi profonda del Sistema Sanitario Nazionale.
Il primo di questi incontri si è svolto a Spilamberto nell’Aprile 2025 e l’intenzione è di replicare l’esperienza in altri distretti nel corso dell’autunno e dell’inverno. Inaspettatamente l’acceso dibattito tra colleghi al termine dell’incontro di Spilamberto ci ha portato a chiederci: come possiamo aiutare i nostri pazienti nella compilazione delle DAT se noi stessi le conosciamo poco e, magari, non abbiamo mai provato a compilarle?
Proposta formativa
La nostra proposta si concretizza in un incontro in presenza rivolto a tutti i professionisti socio-sanitari operanti nell’ambito delle Cure Palliative previsto per sabato 4 ottobre 2025, presso l’Hospice di Castelfranco Emilia, attualmente l’unico attivo nella provincia di Modena.
L’iniziativa consisterà in un laboratorio esperienziale interprofessionale, rivolto ai diversi operatori sanitari coinvolti nei percorsi di Cure Palliative. L’obiettivo sarà quello di stimolare una riflessione condivisa su come ciascuno di noi affronterebbe – o ha già affrontato – la compilazione delle proprie Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT).
Più che fornire indicazioni pratiche sulla loro redazione, il laboratorio intende offrire uno spazio di confronto e introspezione. Siamo davvero pronti a parlare della nostra morte?
Destinatari
Uno dei punti di forza di questa proposta formativa, secondo gli organizzatori, è il coinvolgimento di tutte le figure sociosanitarie attive nell’ambito delle Cure Palliative. Per garantire un confronto il più possibile equilibrato e rappresentativo, l’accesso al laboratorio avverrà in ordine di iscrizione, cercando però di mantenere il seguente equilibrio tra le professionalità coinvolte: 5 medici, 5 infermieri e 5 operatori appartenenti ad altre figure sociosanitarie, per un totale massimo di 15 partecipanti.
Tale scelta rispecchia non solo la complessità della pratica clinica quotidiana, ma nasce anche dalla convinzione che il lavoro d’équipe sia al tempo stesso una risorsa preziosa e una competenza da sviluppare. Essere un’équipe, infatti, non è un fatto spontaneo ma il risultato di una precisa strutturazione organizzativa; non rappresenta tanto una scelta quanto un’esigenza ormai imprescindibile in un contesto di cura complesso come quello in cui operiamo. In questo scenario, ciò che tiene unita l’équipe sono valori condivisi, primo fra tutti la centralità del paziente, che devono essere non solo riconosciuti ma anche esplicitati, così da diventare riferimento concreto per l’azione quotidiana. È importante distinguere tra norme e consuetudini, poiché queste ultime possono talvolta rivelarsi non solo inutili, ma persino controproducenti. Allo stesso modo, la struttura dell’équipe non dovrebbe essere concepita come una piramide rigida in cui le responsabilità per ciò che non funziona vengano attribuite esclusivamente a chi è al vertice: ogni membro può e deve contribuire attivamente, in un’ottica di corresponsabilità e partecipazione condivisa.
Contenuti
Il laboratorio avrà un’impostazione prevalentemente esperienziale e orientata al confronto, ma gli esercizi proposti saranno inseriti all’interno di un percorso strutturato e coerente, capace di offrire loro contesto e significato. La conduzione sarà affidata alla prof.ssa Alessandra Augelli, docente a contratto di Pedagogia sociale e interculturale presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore.
Come ricordava Hannah Arendt, “ogni pensare esige un fermati-e-pensa”: per chi opera in ambito sanitario, trovare del tempo dedicato e uno spazio ‘protetto’ in cui fermarsi e riflettere sul proprio vissuto emotivo non è un lusso, ma una necessità. In questo senso, il laboratorio vuole essere un’occasione per riconoscere e dare forma alle proprie emozioni, evitando che, se non elaborate, si trasformino in un ‘ingorgo emotivo’ capace di ostacolare la relazione di cura. La proposta formativa mira quindi a integrare l’esperienza emotiva nella riflessione professionale, al fine di arricchire la consapevolezza individuale, rafforzare le competenze relazionali e favorire un approccio alla cura più autentico e centrato sulla persona.
Merita inoltre una menzione la partecipazione del dott. Paolo Vacondio, responsabile della Rete locale di Cure Palliative dell’ASL di Modena e docente -come la prof.ssa Augelli- del Corso di Alta Formazione ‘Senso e qualità del prendersi cura’, tenutosi presso l’Hospice Madonna dell’Uliveto nell’anno accademico 2024/2025.
Competenze
L’auspicio è quello di stimolare, attraverso metodologie formative ancora poco convenzionali e raramente esplorate nei percorsi accademici dei professionisti sanitari, lo sviluppo di competenze che riteniamo ancora carenti nei nostri contesti lavorativi, quali:
• la riflessione personale, con l’obiettivo di prevenire il burnout e rafforzare la motivazione professionale individuale;
• la capacità di lavorare all’interno dell’équipe in un’ottica di cura reciproca e sostegno tra pari, favorendo un clima collaborativo e coeso;
• l’adozione di un approccio eticamente consapevole nella gestione dei dilemmi e delle decisioni legate alle scelte di cura.
Risultati attesi
Pur muovendosi su un piano riflessivo, questo percorso non perde mai di vista il suo scopo più profondo e tangibile: incidere sulla realtà operativa degli operatori sanitari, aiutandoli a riconoscere e gestire le incertezze espresse dagli assistiti riguardo al proprio futuro di cura, in particolare per quanto riguarda le DAT.
Costi
La partecipazione all’evento è gratuita sia per i soci che per i non soci dell’Associazione MGForm.
Abbiamo scelto di rendere accessibile a tutti questa occasione di formazione, convinti che la crescita professionale e lo scambio di conoscenze debbano essere condivisi il più possibile.
Allo stesso tempo, organizzare un evento di questo livello comporta impegno e risorse, sia per la logistica sia per la presenza di relatori di grande esperienza. Per questo motivo, chi lo desidera potrà sostenere l’iniziativa con una donazione libera, anche simbolica, che ci permetterà di continuare a proporre attività formative di qualità aperte a tutti.
Per agevolare chi volesse contribuire, alleghiamo di seguito le coordinate bancarie per eventuali donazioni tramite bonifico.
Intestatario: Mgform Scuola
Codice IBAN: IT06G0503412900000000031542
Banco BPM, via Mondatora 14, Modena


Sono un MMG e ho partecipato a diversi incontri organizzati con il Dott. Vacondio.
Esprimo la piena soddisfazione con cui ho partecipato , sia per gli argomenti che per la modalità con cui sono stati trattati. Complimenti!